Invento cose, vedo gente.

Invento cose, vedo gente.

Poiché nella vita, oltre alla fame ed ai peli superflui, non mi manca la fantasia, ci tenevo a farvi sapere che io, prima di molti altri, ho inventato cose.

Non parlo di robe utili al mondo, tipo la tv via cavo o l’arricciacapelli  (dio, però potrei inventare l’arricciacapPelli!) o di questo assurdo oggetto per lavarsi i piedi, ma fondamentalmente parlo di storie/trame/serie tv.

inventor

La scenetta più o meno è questa:

Immaginatevi una versione della dani più giovine e bella e positiva verso il futuro, tipo nel 2006 (ahaha quando mai, odiavo già tutti)

“Ehi, ma potrei scrivere una storia di questo tipo che ad un certo punto etc etc”

3 anni dopo esce un film che parla ESATTAMENTE di quello.

Bene.

Il regista sfondato di soldi, i produttori bruciano i soldi dei poveri per accendere il camino ed io niente, però un po’ c’è soddisfazione, oh, in fin dei conti ci sono arrivata prima.

E questo succede molto più spesso di quanto possiate credere..

Passano gli anni, immaginatevi una versione della dani un po’ meno giovine, l’inizio del declino e già molto più negativa verso il futuro, tipo nel 2010

“Ehi, ma potrei scrivere una storia di questa tipa che ad un certo punto  etc etc”

2  anni dopo esce serie tv che diventa cult per 8 generazioni.

Molto bene.

Il regista caga rotoli di banconote, i produttori bruciano direttamente i poveri per riscaldarsi ed io niente, però un po’ c’è soddisfazione, che per giustizia chiameremo RODIMENTO DI CULO, perché oh, in fin dei conti ci sono arrivata prima checcazzo !

damn

C’è effettivamente da dire che alle volte toppo, non che mi immagino roba che fanno e non ha successo (perché ovviamente se mi rubi un’idea ci devi guadagnare, se no il mio rodimento come farebbe a sopravvivere e a farmi andare avanti ?), ma capitano anche scenette come questa:

Immaginatevi una versione della dani sempre meno giovane, con quei 5 chili in più e un po’ annoiata dalla vita, tipo il 2012

“Ehi, ma potrei scrivere una storia di questo animale che ha poca autostima, che magari ha un qualche difetto, che si svelerà essere la sua fortuna, tipo mmmmm tipo UN ELEFANTE CON LE ORECCHIE GIGANTI CHE PUO’ VOLARE

Mi pare tutto molto benissimo. (piccola parentesi ‘Walt io e te ci saremmo amati. Sappilo’).

MA anche questo succede molto più spesso di quanto possiate credere..

Immaginatevi una versione della dani vecchia, grassa e sull’orlo della depressione, mentre in una pausa sigaretta guarda il vuoto dal terrazzo di un primo piano che se tanto mi butto al massimo mi rompo una gamba sai che rotture di palle, tipo il 2015

“Ehi, ma potrei scrivere una storia di questo ragazzino che si ritrova in una nuova città, perchè il padre ha comprato un drive-in… ” e la cosa bella è che lo faccio.

Stavolta ci credo: inizio realmente a scrivere e vi dirò, cazzarola, sembra quasi promettente, a tratti acuto e divertente. Minchiazza dani, ce l’hai fatta ! Vai, impegnati e sarai ricompensata da questo racconto che stai scrivendo e che, soprattutto, HA GIA’ SCRITTO Lansdale qualcosa come 10 anni fa.

bye

ciao redeitopi.doc ti ho amato, ho creduto in te, ma rimarrai sempre fermo alla scena del cumulo di spazzatura.

 

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Confessi(amo)ci in DM

Confessi(amo)ci in DM

Inutile che facciate i timidi, le foto zozze sul cellulare le avete pure voi.

E non parlo della wazzapata dell’amico vostro cojone “Ahò, anvedi sto trojone che ho trovato su internet !?!!11”, parlo di voi (noi, essi, loro) che, a 20-30-40-50 anni, vi fate le foto spinte sul letto, in bagno.. perchè oggi è così, o vai a caccia di Pokemon o dell’angolo di casa con la luce migliore.

Roba che nell’etere volano più cazzi scappellati che uccelli nel cielo (che poi non è la stessa cosa?).

Alle volte nasce per gioco, alle volte è chiaro dal primo “ciao”, alle volte non c’è neppure il “ciao” e finisce che ti confessi o diventi il confessore, in questo strano gioco delle parti.

Perchè alla fine, se cerchiamo qualcosa è perchè qualcosa ci manca. Ovvietà.

E allora, perdonatemi il gioco di parole, ti apri. E racconti, ti spogli e ti confessi.

Ed è divertente e sempre-spesso-mai (pls choose one) ti penti.

Perchè poi, a prescindere che tu quella persona la possa (o voglia) incontrare, sta di fatto che sa un qualcosa di te che probabilmente sanno in pochi, una cosa che lui/lei apprezza, ma che quello/a che dorme accanto a te nel letto non si immagina neppure.

Ed adesso, a distanza di 5-10-15 anni come fai a dirgliela ? Penserà ‘Allora caro se ti piace farlo appeso al lampadario, ma non l’abbiamo fatto, non ti è MAI piaciuto’

Perchè ? Perchè non mi dovrebbe essere MAI piaciuto ?

Forse semplicemente mi sarebbe piaciuto DI PIU’. Forse avrei voluto farlo ogni tanto, non vuol dire che non mi sia piaciuto le altre volte.

Ma non diciamo un cazzo, perchè abbiamo paura di svelarci, di essere giudicati.

Lo dico, perchè custodisco confidenze di uomini sposati, che ti raccontano io FAREI, io VORREI, ma lei no ed anche di amiche che ti dicono lui non lo fa, ma io VORREI, ed io stessa mi sono confessata.

Che poi, ve lo siete chiesti? E se invece volesse ?

No, nel dubbio ci denudiamo di abiti e remore davanti a sconosciuti che si dimenticheranno come niente, che si finisce per confondere, che fondamentalmente vi vedono, e tu vedi, come un numero ed un pezzo di carne. A cui non vuoi-non devi affezionarti.

Perchè è quello che cerchi, la carne, perchè l’amore ce l’hai già altrove.

Ma Cristo, PARLATEVI in quel cazzo di letto e SCENDETE dal treno della noia.

 

PICCOLA NOTA

Occhio alla wazzapata dell’amico vostro cojone, il trojone trovato su internet potrebbe essere vostra moglie.

2° PICCOLA NOTA

Non ho nessuno accanto nel letto, per cui non è una confessione pubblica, solo una riflessione.

 

 

 

detto questo, ascoltatevi la canzone che Gazzè ha scritto su di me

 

 

 

I soliti ignoti

I soliti ignoti

Come tutti i pendolari sanno, sui mezzi si incontrano sempre le solite facce, perchè siamo degli abitudinari tristi e facciamo sempre tutti le stesse cose (oltre ad andare a lavorare sempre nello stesso posto)

Io, per esempio, posso essere in ritardissimo, ma

DEVO

SEMPRE

prendere la prima carrozza e mi appoggio sempre alla stessa parete (non mi siedo, faccio 7 minuti di treno).

Essendo tutti delle macchine non pensanti come me, viene naturale ritrovare sempre le solite persone, io, per dirne qualcuna, incontro i seguenti personaggi:

  • lo sposato barbuto brizzolato (mi rifaccio un po’ gli occhi, ma il signorino, anche se alle volte contraccambia, porta la fede ed ha delle brutte mani);
  • la tizia, che sembra una mia ex compagna di scuola, che porta il PIUMINO  in qualsiasi stagione (si, ce l’aveva anche questa mattina, ci sono 60° in treno);
  • quello con la bici pieghevole (io vorrei sapere ndo cazzo va per Roma con sta micro biciclettina e, soprattutto, come fa a tornare vivo ogni sera);
  • il sosia di Samuele Bersani degli anni ’90 (decisamente carino, ma giovanissimo);
  • il futuro marito (così chiamato non perchè lo voglia maritare, ma perchè visti gli sguardi che mi lancia sarebbe capace di portarmi all’altare lui, bell’uomo eh, ma magari anche un po’ più giovane ? ma si sa, io piaccio a loro);
  • il tizio che sorride maliziosamente leggendo le chat (eeeeeh, birichino) –> alle volte sono io;
  • la stronza della stazione di arrivo. E qui potrei parlare per ore di sta figa di legno che, ogni benedetta voglia in cui scendo dal treno, si piazza davanti alla porta e vuole salire, prima di farmi scendere. TI ODIO. Sappilo. Prendi la seconda carrozza o prima o poi ti tiro una borsata in faccia, stronza.
  • il/la tipo/a con le cuffie asociale che non si fila nessuno (presente ! sono ovviamente io);
  • la chiacchierona, tipico esemplare di donna che chiacchiera con tutti quelli che gli capitino a tiro, raccontando le più immani cazzate, di norma è accompagnata da
  • quella/o che si vergogna, ovvero esemplare femmina o maschio che non sa come smollarsi di dosso l’appiccicume della chiacchiera inutile della chiacchierona;
  • quella al telefono, praticamente so morte e miracoli suoi, dei suoi figli, dei genitori e parenti più prossimi;
  • quello che dorme (scatena in me un istinto materno al momento inesistente, io gli voglio bene, perchè ogni volta mi domando “Chissà se si sveglia ad Ostiense o a Salerno”);
  • quello che puzza, non c’è bisogno di dire altro;
  • quello con la lingua fuori, ebbene si, io tutte le mattine incontro un tizio tutto ben vestito, elegante e.. con la lingua fuori tipo beagle surriscaldato, perchè ? DICO IO, perchè ? Metti dentro sta lingua diamine !

Essendo io un’asociale di merda, il mio unico pensiero, a parte per lo sposato brizzolato, è sempre e solo uno

 

SCENDI DAL MIO TRENO

(h)o sbagliato

(h)o sbagliato

Dire “Ho sbagliato” è sempre stato difficile e lo sappiamo (guarda là, dell’acqua calda !), però, avete notato che laggente, oramai, si trova in difficoltà anche ad ammettere gli errori piccoli piccoli ? Tipo una disattenzione… dite che sto esagerando ?

Ho appena sentito:

“Pronto, come dice ? Ho sbagliato numero ?

Eh, io avevo schiacciato 7, ma si vede che nel telefono ha fatto contatto il 9″

 

 

Poi dicono che le bestemmie fanno piangere Gesù.

Shit happn

Shit happn

Io, alla fine, apprezzo quel tipo di happn con cui mi vedo tutti i giorni (hai incrociato Tizio 73 volte), e con il quale continuo allegramente a non cagarmi.

Io so chi sei, tu sai chi sono, ma #sticazzi. Questa è coerenza nuda e cruda. Apprezzabilissima.

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